Un’antologica stringata ma
splendida quella di Piero Cicoli
allestita allo Spazio Rossi dal Liceo Artistico di Varese, dove l’artista è
stato per anni apprezzato docente di Figura.
Costruita con lucidità didattica attraverso un percorso cronologico che esalta
la coerenza della sua ricerca, circostanziando nel contempo i mutamenti di
definizione stilistica, questa mostra rappresenta una probante dimostrazione
delle grandi capacità esecutive ed espressive di questo autore. Cicoli ha una
vivace personalità artistica, di vigoroso spessore culturale, ancorata a un espressionismo
saldamente legato all’esperienza umana e alla persona. La mostra a Varese è
appunto allestita attorno alla figura, da oltre quaranta anni studiata, scandagliata,
recuperata a una figurazione dagli accenti tendenzialmente veristici,ma stravolta da un
segno inquieto e incombente indaga e scarnifica, quasi a voler far
emergere sembianze elementari in cui appare esplicita la disumanizzazione
del nostro tempo. I suoi sono ritratti di intonazione psicologica nei quali la
deformazione grafica e l’accentuazione cromatica corrispondono a schiette
istanze etiche ed emotive. Si parte dai primi lavori del ’56,
in cui un segno puntuale e riflessivo cerca incisiva
rispondenza interiore, e si arriva nei primi anni Settanta a una pittura
attenta all’attualità, segnata da angosciose trasfigurazioni formali e
dilatazioni prospettiche. Quindi,dopo un periodo di
crudo realismo votato al sociale, ecco dal ’90 in poi
l’ultima sorprendente fase con un colore tanto sontuoso e lirico nelle risonanze quanto incisivo nel riportare alla
luce profondi moti interiori e un segno
acuto che vaga libero creando
lancinanti tensioni. (Ettore Ceriani)
--Piero Cicoli –
A Varese, Spazio Rossi del Liceo Artistico “Frattini”,
Viale Milano, 14
fino al 27
aprile; orari: 9 –
Lombardia
Oggi 25 Aprile 2001
