Piero Cicoli nel suo studio
Il sito dell'artista


La cravatta rossa
1974


Attesa
1990


Fumatrice
2001

 

 

Piero Cicoli, intenso "espressionista" dell'animo umano

Intenso narratore dell'uomo e della sua anima. Sensibile osservatore del mondo che ci circonda, Piero Cicoli espone il suo lungo percorso artistico, dai primi anni Cinquanta agli ultimi lavori del 2001, in una mostra antologica presso il Liceo Artistico di Varese. 

Ci accoglie nel suo studio varesino con la disponibilità e la gentilezza che gli è propria. Tra tele, pennelli e il disordine affascinante di un luogo d'arte si racconta ripercorrendo la forte passione per l'arte che lo accompagna da quando era bambino. Marchigiano di origine ma varesino da oltre trent'anni Cicoli è un artista eterogeneo: nasce come ceramista, si specializza in litografia ma nella sua vita è sopratutto pittore. Non importa il mezzo con cui si esprime, egli rimane sempre fedele a se stesso e alla profonda ammirazione per l'espressionismo.

«Ho trascorso la mia infanzia ad Urbania nelle Marche dove sono nato - spiega Cicoli- un piccolo paese di provincia che allora non offriva grandi speranze per il futuro. Ero molto bravo a disegnare ma non avevo la possibilità di studiare. Grazie alla benevolenza del Monsignore di Urbania e dello scultore ceramista Federico Melis fui incoraggiato a frequentare la scuola di Urbino. Mantenendomi agli studi frequentai la "Scuola del libro" di Urbino diplomandomi in litografia».

L'artista  ricorda con intensità quegli anni urbinati, le giornate trascorse a parlare di arte e quella atmosfera magica tipica della città marchigiana. Nonostante Cicoli abbia vissuto in Sardegna e in Lombardia per molti anni, il ricordo della sua terra è sempre vivo, nel suo essere e nell'espressività dei suoi quadri. «Le Marche ritornano nei miei quadri - continua Cicoli - sia nei soggetti, persone umili e semplici che nell'impianto razionale delle tele ereditato dalla tradizione rinascimentale e dal rigore di Piero della Francesca». Insieme ad un gruppo di amici marchigiani residenti a Varese fonda nel 1972 il "Gruppo di Montefeltro", con Corrado Cascioli, Adriana Galoppi, Paolo Paoli, Egiziano Piersantini, e Otello Sisti. Un gruppo unito non tanto da una espressività artistica comune ma dal forte legame con la terra di origine. 

L'artista è sempre stato legato al figurativo, alla rappresentazione del mondo e dell'uomo. Non un semplice ritratto della realtà ma un'interpretazione di ciò che la realtà può essere: da qui nascono le figure deformate dalla cattiveria o dalla miseria umana, da qui nascono le rivisitazioni degli eventi storici più significativi degli anni anni Sessanta e Settanta. Una soggettività prorompente che gli deriva dall'ammirazione dell'espressionismo tedesco. «Alla fine degli anni Cinquanta rimasi "fulminato" dalle tele esposte in una mostra dedicata all'espressionismo. Colori, forme e forte impatto visivo che mi fecero innamorare di quel particolare modo di vedere la realtà . Da allora ho continuato a studiare le correnti a cavallo del Novecento come Kandinsky e quelle più recenti di Kokoska e Bacon. Anche quando mi avvicinai all'informale e all'astrattismo non abbandonai mai completamente l'espressionismo».

Il soggetto preferito di Piero Cicoli è l'uomo. L'uomo semplice e l'uomo potente, l'uomo che dà e l'uomo che arraffa, l'uomo che subisce e l'uomo che si impone. L'uomo colto nelle sue azioni quotidiane. «Mi diverto a rappresentare ciò che vedo io nell'uomo. Nella mia pittura ho attraversato diverse fasi in cui privilegiavo ora gli umili ora i protagonisti della politica e del potere». Una espressività forte derivata dall'uso forte del colore: «Il colore è fondamentale. È un linguaggio che assume un'importanza straordinaria. Nell'uso del colore emerge anche la mia origine di ceramista. Nella decorazione della ceramica, infatti, bisogna utilizzare lo smalto dai colori forti e corposi».

Erika La Rosa

La mostra
Quando: dal 5 al 25 aprile
Dove:
Liceo Artistico, spazio Luigi Rossi, Varese
Orario:
dal lunedì al venerdì 9-18, sabato 9-13.30, domenica chiuso

 

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